Ritorniamo a danzare

2021-08-07 15:03

Don Giuseppe Amato

Ritorniamo a danzare

Carissimi,ci apprestiamo a celebrare il prossimo 15 agosto la Solennità di Maria SS. Assunta che i nostri padri hanno innalzato a Patrona della nostra

 

Carissimi,

ci apprestiamo a celebrare il prossimo 15 agosto la Solennità di Maria SS. Assunta che i nostri padri hanno innalzato a Patrona della nostra Città di Gangi, insieme a San Cataldo e alla potente intercessione dello Spirito Santo.

Sarà un giorno di festa e ringrazieremo tutti La Vergine Maria per aver scampato dal pericolo la vita delle persone, proprietari, volontari, e quanti sono stati impegnati sul fronte degli incendi.

Si può fare festa senza entrare in contraddizione con lo sconforto che ci accomuna a coloro che hanno subito danni, anzi dobbiamo fare festa perché essa è l’espressione più autentica di una Comunità che si riunisce che insieme lotta, soffre, ma anche spera e guarda al futuro.

La festa non fermerà la macchina della solidarietà, anzi sarà l’occasione per dare un senso anche ai tanti eventi estivi che animeranno la vita del nostro borgo.

Nella festa c’è la voglia di vivere, di ricostruire un tessuto sociale ed economico che ha bisogno del supporto e della comprensione di tutti e che è stato compromesso non solo dagli atti criminali di questi giorni, ma dalla pandemia e dalla crisi che ne è scaturita.

Dobbiamo fare festa per sostenere le nostre attività commerciali, gli albergatori, le realtà produttive, gli operatori del mondo dello spettacolo, le nostre associazioni e tutti quelli che in questi due anni hanno rischiato di chiudere, di licenziare e di sostituire con la parola morte il cartello “Benvenuti a Gangi”.

Dobbiamo fare festa per coloro che portano il peso della solitudine, della disabilità e per quanti nella stagione estiva si ritrovano con le famiglie che ritornano dai luoghi dove sono emigrate per passare nel nostro paese qualche giorno di svago e di distensione.

Gangi non è morto, abbiamo subito una forte battuta d’arresto, ma l’intraprendenza, che ci ha fatto raggiungere grandi traguardi, ci permetterà di rialzarci più forti di prima e faremo di nuovo festa, e saremo solidali, e non lasceremo indietro nessuno e guarderemo avanti per noi e per i nostri figli e i nostri giovani.

Il 14 e 15 agosto guarderemo alla vergine Maria, “la donna che conosce la danza” e la pregheremo col cuore gonfio di sentimenti che, seppur contrastanti, non ci toglieranno mai l’anelito della speranza.  

 

“Santa Maria, donna che ben conosci la danza, ma anche donna che ben conosci il patire,

intenta, già sotto la croce, a come trasporre nei ritmi della festa i rantoli di tuo figlio,

aiutaci a comprendere che il dolore non è l'ultima spiaggia dell'uomo.

È solo il vestibolo obbligato da cui si passa per deporre i bagagli: non si danza col guardaroba in mano!

Noi non osiamo chiederti né il dono dell'anestesia,

né l'esenzione dalle tasse dell’amarezza.

Ti preghiamo solo che, nel momento della prova, ci preservi dal pianto dei disperati…

Accresci, pertanto, le nostre riserve di coraggio.

Raddoppia le nostre provviste di amore.

 Alimentaci le lampade della speranza.

E fa' che, nelle frequenti carestie di felicità che contrassegnano i nostri giorni,

non smettiamo di attendere con fede colui che verrà finalmente

a «mutare il lamento in danza e la veste di sacco in abito di gioia»”

(Don Tonino Bello).

 

Vostro

Don Giuseppe Amato

 

 

 

PS. Parte della raccolta della festa sarà devoluta per il fondo emergenza incendi dell'Associazione Sant'Isidoro

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